Le vostre domande frequenti

Alcune coppie che vogliono avere un figlio a volte trovano qualche ostacolo in più da superare, perchè l'infertilità può rallentare l'avverarsi di un sogno...
Durante questo percorso molte domande affollano la mente dell'uomo e della donna, per questo motivo, vista la nostra esperienza nel campo della fecondazione assistita, avendo ascoltato le storie di molte coppie, abbiamo deciso di riportare in questa pagina alcune delle domande più frequenti che ci avete rivolto raccontandoci i vostri fallimenti, le vostre paure e i vostri desideri. Le risposte spesso non sono sufficienti a dissipare tutti i dubbi, ma sono un primo passo verso la maternità tanto desiderata!

Le prime analisi da fare sono uno screening completo per la fertilità sia per la donna che per l’uomo ed è possibile effettuarli presso in nostro centro di fecondazione assistita

Si, è addirittura consigliabile per aumentare la possibilità di successo

Il periodo migliore per affrontare una procedura come la fecondazione assistita è stabilito unicamente dalla consapevolezza della coppia di voler intraprendere questo percorso con serenità.

Dipende dal giorno del transfer. La blastocisti è lo stadio embrionale in grado di impiantarsi in utero, quindi un embrione di quinta, sesta o settima giornata.

Si è normale ed è estremamente comune tra i pazienti di PMA a causa del forte stress emotivo che molti pazienti affrontano. Può essere utile rivolgersi ad uno psicologo per affrontare al meglio la situazione.

E' possibile, sotto consenso medico, effettuare una fecondazione eterologa

Si consiglia il riposo, di evitare sforzi consistenti soprattutto durante la prima settimana, evitare bagni e docce troppo calde, evitare attività fisiche stancanti e stress.

Presso il nostro centro si può fare uno screening per la fertilità completo femminile e maschile. Questi risultati ci indicano la fertilità di entrambi i partner, e la possibilità per la coppia di avere una gravidanza in modo naturale o con l’aiuto della fecondazione assistita.

L'alimentazione gioca un ruolo estremamente importante nella qualità ovocitaria. Un'alimentazione antinfiammatoria può fare la differenza soprattutto in casi difficili. Il nostro nutrizionista può indirizzare i pazienti con una dieta ad hoc.

Le analisi infettivologiche obbligatorie in campania sono HBsAg/HCV/HIV/HBcAb. E' comunque opportuno effettuare anche VDRL e TPHA. Le analisi hanno una validità di 3 mesi ed è possibile effettuarle presso il CFA

Si, il CFA tratta di routine pazienti con endometriosi di vari gradi

Si consiglia al paziente di seguire le indicazioni del medico che, se necessario, potrà prescrivere degli integratori, degli antiossidanti o una dieta ad hoc per migliorare quanto possibile la qualità dei gameti.

Gli ovociti fertilizzati sono gli ovociti in cui la tecnica di fecondazione è andata a buon fine. Questi ovociti presentano sia il DNA paterno che materno che dopo qualche ora dall’osservazione dell’avvenuta fecondazione si fonderà e comincia la divisione cellulare. Lo zigote (ovvero l'ovocita fecondato) andrà poi incontro a divisione cellulare formando l'embrione.

Dopo i 45/50 anni per una donna la probabilità di successo con i propri ovociti purtroppo non è molto alta (intorno all'8%). Questo avviene a causa di un peggioramento della qualità ovocitaria e un incremento del rischio di non disgiunzione dei cromosomi che si traduce in aumento delle aneuploidie (ovvero gli ovociti di donne in età avanzata hanno maggiore probabilità di avere anomalie genetiche che generalmente danno origine a una mancata gravidanza e in casi più sfortunati a sindromi come quella di Dawn).

Se invece donne di 45/50 anni scelgono di sottoporsi ad un trattamento di fecondazione assistita con ovodonazione (ovociti donati da donne giovani) le percentuali di successo aumentano significativamente arrivando fino al 50/70%.

Credo sia sbagliato parlare di percentuali di successo in maniera così generica. Dopo i 40 anni ci sono enormi differenze tra una paziente e un’altra e anche una differenza di età di 2/5 anni (da 40 a 45), stile di vita, abitudini alimentare ecc…, possono influenzare enormemente la qualità degli ovociti, per cui ogni paziente va valutata con la giusta attenzione.

Si, ma se il liquido seminale presenta un numero basso di spermatozoi è preferibile fare la fecondazione con ICSI e non con IUI. L'unico caso in cui non è possibile accedere alla PMA omologa è quello dell'azoospermia, e se anche dopo aver provato a recuperare chirurgicamente gli spermatozoi dal testicolo si è sempre azoospermici, si consiglia la fecondazione eterologa con liquido seminale donato.

Sì, al CFA è possibile effettuare tutte le tecniche di diagnosi pre impianto (PGT-A, PGT-SR, PGT-M)

L'azoospermia è la totale assenza di spermatozoi nell'eiaculato. Può avere varie origini, non è sempre curabile, se si tratta di azoospermia ostruttiva si può risolvere con tecniche di microchirurgia, TESE (Estrazione Testicolare Degli Spermatozoi), PESA (consiste nel recupero di spermatozoi attraverso l'aspirazione dai testicoli)

Le tecniche di fecondazione assistita come la ICSI consentono di sottoporsi alla procedura anche con la concentrazioni di spermatozoi molto basse, mentre l’inseminazione uterina (IUI) richiede un numero più elevato. E’ sempre preferibile affidarsi ad esperti.

La IUI è equiparabile ad un rapporto mirato; l'unica differenza che il liquido seminale viene preparato in laboratorio anziché essere eiaculato in vagina quindi ha la stessa probabilità di gemellarità di un rapporto sessuale.

Dopo i 45/50 anni per una donna la probabilità di successo con i propri ovociti purtroppo non è molto alta (intorno all'8%). Questo avviene a causa di un peggioramento della qualità ovocitaria e un incremento del rischio di non disgiunzione dei cromosomi che si traduce in aumento delle aneuploidie (ovvero gli ovociti di donne in età avanzata hanno maggiore probabilità di avere anomalie genetiche che generalmente danno origine a una mancata gravidanza e in casi più sfortunati a sindromi come quella di Dawn).

Se invece donne di 45/50 anni scelgono di sottoporsi ad un trattamento di fecondazione assistita con ovodonazione (ovociti donati da donne giovani) le percentuali di successo aumentano significativamente arrivando fino al 50/70%.

Sì è possibile ma non è consentito in Italia, il CFA collabora con centri associati all’estero

Sì è possibile ma non è consentito in Italia, il CFA collabora con centri associati all’estero

Si è possibile ma non è consentito in Italia, il CFA collabora con centri associati all’estero

Certo, si può monitorare un ciclo spontaneo, ma le possibilità di successo sono più basse

Alcuni uomini temono la fecondazione assistita e provano un senso di inadeguatezza. Questo spesso è dovuto ad una mancanza di informazione. Presso il nostro centro, infatti, il primo step per la coppia è proprio un’approfondita consulenza che riguarda le tecniche di fecondazione assistita, le procedure, le possibilità di successo, ecc... Inoltre affianchiamo se si desidera uno psicologo a tutte le coppie per dare loro la possibilità di parlarne apertamente, lasciarsi andare alle emozioni, sia positive che negative.
Insieme affrontiamo la PMA supportando la coppia passo dopo passo in modo che ogni coppia viva serenamente questo percorso.

Solitamente dopo una prima consulenza con il Prof. Dale si accede alla fecondazione assistita in tempi molto brevi. Se la coppia è già in possesso degli esami richiesti per affrontare la PMA può iniziare immediatamente. Se invece la coppia deve fornire gli esami di preparazione al ciclo di PMA i tempi sono condizionati da tali risultati.

Certo, il nostro centro offre un servizio a 360 gradi nel campo della fertilità, a partire dagli esami per la diagnosi di infertilità fino a tutte le tecniche di fecondazione assistita, comprese l’eterologa maschile e femminile, supportando ogni percorso con esperti in alimentazione e psicologi. 

L’aumento rapido dei livelli ematici di hCG dopo il concepimento è un segnale che conferma in modo precoce la gravidanza. Normalmente, i valori di beta hCG oscillano tra 0-5 mlU/ml di sangue. Valori superiori a quelli di riferimento indicano una gravidanza in corso. Se i valori non superano 0-5 mlU/ml di sangue la beta è negativa, per cui non c’è stato l’impianto dell’embrione e di conseguenza non c’è una gravidanza in atto. Si consiglia comunque di considerare attentamente il giorno in cui si è fatto il prelievo per la beta hCG post transfer e di consultare sempre il ginecologo. Il valore della beta hCG permette di valutare lo stato della gravidanza e, in base ai suoi livelli, lo sviluppo della stessa. In genere, i valori di beta hCG aumentano progressivamente nel circolo materno nelle prime 8-10 settimane di gravidanza per poi diminuire e stabilizzarsi per tutto il resto della gestazione.

 

La scelta più adeguata è far ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Qualora le ovaie siano ancora in grado di produrre ovuli e lo spermiogramma fornisca risultati positivi, si potrà procedere con la fecondazione assistita.

Si prepara l’utero della futura mamma con una terapia mirata e mediante esami del sangue ed ecografie, il ginecologo controllerà lo spessore e lo stato dell’endometrio della donna ricevente l’embrione, per determinare il momento esatto per trasferire l’embrione nel suo utero. Una volta realizzato il trasferimento dell’embrione, si aspetteranno circa 12 / 14 giorni giorni durante i quali l’impianto avviene in modo naturale, dopodiché si consiglia di eseguire un test di gravidanza per comprovare l’avvenuto impianto.

Una donna in menopausa può assolutamente ricorrere alla PMA, la tecnica più spesso utilizzata in questi casi è la donazione di ovociti (Ovodonazione), una donatrice anonima dona gli ovuli che verranno fecondati dal seme del marito, e l’embrione successivamente viene trasferito nell'utero della futura mamma, in quanto a differenza delle ovaie l’utero in menopausa può essere preparato ad accogliere l’embrione con le giuste terapie.

Lungo il percorso verso una gravidanza se si accede alle tecniche di PMA, a volte potete leggere che l'età della donna è fino a 50 anni per la fecondazione omologa, mentre per l'eterologa i tempi di accorciano e le donne non devo aver superato i 43 anni. Questi numeri non sono da tenere assolutamente in considerazione per una coppia di aspiranti genitori, non possono esserci limiti di età tra una coppia per l'accesso alla fecondazione omologa oppure eterologa, ma solo una coppia il cui quadro diagnostico ne consenta l'applicazione della tecnica di fecondazione assistita.

Prima di tutto, il nostro centro valuta la situazione della coppia analizzando i risultati degli esami necessari e solo allora consigliamo alla coppia trattamenti mirati valutando le possibilità di successo.

Per avere accesso alla procreazione medicalmente assistita molti giornali o riviste del settore fissano a 45 anni il limite di età per la donna, ma la realtà è un’altra, 45 anni è il limite per ottenere i farmaci gratuitamente con prescrizione.

Cerchiamo di fare chiarezza sul concetto di limite di età per la fecondazione assistita eterologa e omologa e limiti età.

Per la PMA prima di tutto è necessario valutare la salute della donna, per la fecondazione assistita omologa ed eterologa bisogna prendere in considerazione oltre all’età l’anamnesi medica, i percorsi precedenti, successi ed insuccessi, aborti ecc… per cui solo dopo una valutazione completa della coppia si può decidere il percorso da affrontare. Solitamente per motivi etici si considerano i 50 anni della donna il limite di età per la maggior parte dei centri.

E’  preferibile quindi non tenere assolutamente in considerazione limiti di età per una coppia di aspiranti genitori per l’accesso alla fecondazione omologa oppure eterologa. Bisogna tenere in considerazione solo il quadro diagnostico della coppia che consente l’applicazione della tecnica di fecondazione assistita.

 

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