Nel campo della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), la donazione di ovociti è una pratica fondamentale per aiutare molte donne a coronare il sogno della maternità. Spesso però, dietro il termine “donatrice” si nascondono dubbi, pregiudizi e disinformazione.
In questo articolo vogliamo fare chiarezza su chi può diventare donatrice di ovuli, qual è il percorso da seguire e perché questo gesto ha un impatto così profondo sulla vita di tante coppie.
Come viene selezionata una donatrice?
La figura della donatrice non è casuale: esistono criteri medici e psicologici precisi che regolano la selezione.
In genere, la donatrice ideale:
– ha tra i 20 e i 30 anni
– gode di buona salute fisica e mentale
– non presenta malattie genetiche o infettive
– ha uno stile di vita sano
– è consapevole dell’importanza e del significato etico del suo gesto
Ogni candidata viene sottoposta a una valutazione accurata che include colloqui psicologici, visite ginecologiche ed esami specifici per garantire la sicurezza della donazione e la qualità degli ovociti.
Come avviene la donazione di ovuli?
Il percorso comprende:
1. Stimolazione ovarica controllata, tramite farmaci ormonali per alcuni giorni
2. Monitoraggio ecografico e ormonale per valutare la maturazione follicolare
3. Prelievo ovocitario, una procedura semplice e sicura, eseguita in sedazione leggera
Dopo il prelievo, la donatrice può tornare rapidamente alla sua routine quotidiana.
Match tra donatrice e ricevente
Nella scelta della donatrice viene assicurata la massima compatibilità anche a livello somatico. Infatti, si cerca di trovare una donatrice che abbia le stesse caratteristiche fisiche della paziente: colore degli occhi, carnagione, tipo di capelli, etc…
In questo modo, il bambino potrà avere una maggiore somiglianza con la madre, oltre al fattore epigenetico.
Presso il nostro centro è possibile ad accedere ad una fecondazione eterologa con ovodonazione: per informazioni e dubbi non esitare a contattarci.