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Endometriosi e fertilità: terapie da seguire

Indice

L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica che colpisce circa il 10% delle donne in età fertile e rappresenta una delle principali cause di difficoltà a concepire. Si manifesta quando il tessuto simile all’endometrio cresce al di fuori dell’utero, provocando infiammazione, dolore pelvico e, in molti casi, problemi di fertilità.

Per le donne che desiderano diventare madri, comprendere l’impatto dell’endometriosi sulla fertilità e conoscere le terapie disponibili è fondamentale per pianificare il percorso riproduttivo più efficace.

Endometriosi e infertilità: qual è il legame?

L’infertilità legata all’endometriosi dipende da diversi fattori anatomici e biologici:

  • Infiammazione pelvica cronica: il tessuto endometriosico produce citochine e mediatori infiammatori che possono danneggiare le ovaie, le tube di Falloppio e l’utero.
  • Anormalità nelle tube di Falloppio: aderenze e tessuto cicatriziale possono ostacolare la fecondazione naturale, impedendo l’incontro tra ovulo e spermatozoo.
  • Riduzione della riserva ovarica: l’infiammazione associata all’endometriosi può causare disfunzione ovarica e colpire negativamente la qualità degli ovuli e la loro liberazione durante l’ovulazione.
  • Alterazioni dell’ovulazione: alcune donne con endometriosi presentano un’ovulazione irregolare o ridotta, complicando ulteriormente il concepimento.
     

Studi clinici indicano che circa il 30-50% delle donne con endometriosi sperimentano difficoltà a concepire, soprattutto nelle forme moderate e gravi. L’impatto sulla fertilità può variare notevolmente da persona a persona, rendendo essenziale un approccio personalizzato.

Opzioni terapeutiche per migliorare la fertilità

La scelta del trattamento dipende da diversi fattori, tra cui età, gravità della malattia, desiderio riproduttivo e storia clinica della paziente. È fondamentale valutare ogni caso singolarmente, perché l’endometriosi può manifestarsi con sintomi e impatti sulla fertilità molto diversi da persona a persona. Le principali strategie terapeutiche includono:

Approccio medico

Terapia ormonale
I farmaci ormonali, come gli analoghi del GnRH, i contraccettivi orali o i progestinici, hanno l’obiettivo di ridurre l’infiammazione pelvica e alleviare i sintomi dolorosi legati all’endometriosi.

Sebbene la terapia ormonale non migliori direttamente la fertilità, può essere utile come preparazione ai tentativi di concepimento naturale o agli interventi chirurgici, riducendo l’attività del tessuto endometriosico.

In alcuni casi, un uso strategico della terapia ormonale può anche migliorare la risposta ovarica alla stimolazione nei successivi cicli di fecondazione assistita, preparando l’ovaio a un ambiente più favorevole.

Approccio chirurgico

Laparoscopia per rimozione di endometriomi e aderenze

La chirurgia può aumentare le probabilità di concepimento naturale, soprattutto nei casi di endometriosi severa, con aderenze pelviche o endometriomi voluminosi.
Attraverso la laparoscopia, i chirurghi rimuovono in modo mirato il tessuto endometriosico, riducendo l’infiammazione locale.
Questo intervento può anche migliorare la funzionalità delle tube di Falloppio e dell’utero, creando un ambiente più favorevole al concepimento.

La laparoscopia, se eseguita da specialisti esperti, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per favorire una gravidanza naturale in pazienti con endometriosi complessa.

Riserva ovarica e timing chirurgici

Gli interventi devono essere pianificati con grande attenzione, poiché la rimozione di cisti endometriosiche può influire temporaneamente sulla riserva ovarica.
È fondamentale valutare età, numero di ovuli disponibili e desiderio riproduttivo prima di procedere. In alcune situazioni, è consigliabile associare il trattamento chirurgico a tecniche di conservazione della fertilità, come il congelamento ovocitario.

Una pianificazione accurata consente di massimizzare le possibilità di concepimento naturale o tramite IVF, minimizzando al contempo i rischi di riduzione della funzione ovarica.

Tecniche di procreazione assistita

A) Fecondazione in vitro (FIV)

È la principale opzione per le donne con endometriosi che non riescono a concepire naturalmente, soprattutto in presenza di danni tubarici o infertilità persistente.

Sono tantissime le coppie che arrivano qui al CFA dopo numerosi cicli di FIV falliti altrove.

Questo ci ha permesso di sviluppare grande empatia con i pazienti ma, soprattutto, di acquisire un expertise elevatissimo nel trattamento di coppie con ripetuti fallimenti di Procreazione Medicalmente Assistita. In questi casi, infatti, registriamo le percentuali di successo più alte in Italia.

B) Stimolazione ovarica personalizzata

La stimolazione ovarica personalizzata rappresenta un elemento chiave nei percorsi di fecondazione in vitro, soprattutto nelle donne con endometriosi, endometriomi ovarici o ridotta riserva ovarica. Grazie a protocolli mirati, adattati alle caratteristiche cliniche e ormonali di ogni paziente, è possibile massimizzare il numero di ovociti prelevabili senza sovraccaricare le ovaie.

Un approccio personalizzato consente non solo di aumentare il numero di ovociti disponibili, ma anche di migliorarne la qualità, aspetto fondamentale per incrementare le probabilità di successo della FIV. Questo è particolarmente importante nelle pazienti con endometriosi, in cui l’infiammazione cronica e il danno ovarico possono compromettere la risposta alla stimolazione.

4. Supporto nutrizionale e stile di vita

Studi emergenti suggeriscono che dieta equilibrata, gestione dello stress e attività fisica moderata possono aiutare a ridurre l’infiammazione e supportare la fertilità nelle donne con endometriosi.

Diagnosi precoce e monitoraggio: la chiave per preservare la fertilità

La diagnosi tempestiva dell’endometriosi è fondamentale. Sintomi come dolore mestruale intenso, dolore durante i rapporti sessuali o difficoltà a concepire dovrebbero spingere a consultare un ginecologo esperto. Test diagnostici principali:

  • Ecografia transvaginale
  • Risonanza magnetica pelvica
  • Laparoscopia (nei casi complessi)

Un monitoraggio regolare permette di valutare l’evoluzione della malattia e di pianificare il percorso riproduttivo più sicuro ed efficace.

Conclusione

L’endometriosi può rappresentare una sfida per la fertilità, ma non è una condanna alla sterilità. Con diagnosi precoce, trattamento personalizzato e supporto medico specialistico, molte donne riescono a concepire sia naturalmente sia attraverso tecniche di procreazione assistita.

Il percorso richiede consapevolezza e collaborazione con professionisti qualificati, ma oggi le possibilità di diventare madri anche in presenza di endometriosi sono concrete e in continua crescita.

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Domande frequenti

No. Molte donne con forme lievi o moderate di endometriosi riescono a concepire senza trattamenti, mentre le forme gravi possono richiedere interventi medici o FIVLa chirurgia è sempre necessaria

Non sempre. La laparoscopia è utile nei casi di endometriosi severa con aderenze o endometriomi, ma va valutata caso per caso.

La FIV è la strategia più efficace quando il concepimento naturale non avviene, spesso associata a stimolazione ovarica personalizzata per massimizzare il numero di ovociti disponibili.

Diagnosi precoce, monitoraggio regolare, gestione dello stile di vita e supporto medico specialistico possono migliorare le probabilità di concepimento.

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