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Flora batterica vaginale e fertilità: cosa c’è da sapere

È confermato che nel nostro corpo vivono batteri, protozoi, virus e funghi: vivono in noi miliardi di microrganismi per ogni grammo di contenuto intestinale e l’insieme di questi microorganismi è chiamato “microbiota”. Quest’ultimo permette di mantenere il nostro corpo in salute, mantenendo attive le difese che abbiamo a disposizione.

Oltre alla flora batterica intestinale è altrettanto importante quella vaginale ed endometriale, in cui predomina una sola categoria di batteri, ovvero i lattobacilli.  Questi batteri hanno una forma allungata e producono acido lattico (da qui il nome “lattobacilli”), l’acido lattico abbassa il PH della vagina mantenendo un’acidità tale da impedire lo sviluppo di germi patogeni. Oltre alle modificazioni ormonali e ad altri fattori, come rapporti sessuali frequenti e scarsa igiene intima, la principale causa delle modifiche del microbiota vaginale sembrerebbe risiedere nelle modifiche del microbiota intestinale.

I lattobacilli possono essere classificati in 5 gruppi fondamentali o “Community State Types” CST, detti anche vaginotipi, caratterizzati ognuno da una diversa presenza batterica:

Perché è utile conoscere che tipo di comunità di lattobacilli abita nell’apparato riproduttivo?

È importante conoscere quale tipo di comunità di lattobacilli predomina nel proprio apparato riproduttivo, in quanto le comunità di lattobacilli non sono tutte uguali. Ad esempio, il CST I- costituito da lactobacillus crispatus- riduce il rischio delle infezioni quali la clamidia, la candida e HPV. Inoltre, le donne che hanno questo tipo di comunità batterica hanno anche un rischio minore di infertilità. Diversamente succede quando si riscontra la presenza di CST II e III che non favoriscono la fertilità.

Molti studi-infatti- hanno evidenziato il legame che esiste fra infertilità e flora batterica vaginale ed endometriale. In queste donne è stato riscontrato un forte aumento di batteri anaerobi, ad esempio come Atopobium, Prevotella, Veillonella, Ureaplasma ed Escherichia. È accertato che la presenza del batterio Atopobium è una delle principali cause che contribuiscono all’insuccesso del trasferimento embrionale, provocando tentativi a vuoto di fecondazione assistita. Altre ricerche hanno dimostrato anche un legame tra flora batterica vaginale e poliabortività, e poi anche fra flora batterica vaginale e rottura prematura delle membrane amniotiche.

Molte infezioni dell’apparato riproduttivo della donna sono asintomatiche, come quella dell’endometrio (endometrite), quindi di difficile diagnosi. Eppure problemi riproduttivi come la sterilità, fallimenti di gravidanze non evolutive come biochimiche o aborti clinici possono essere dovuti a questa alterazione del microbioma endometriale. La conoscenza approfondita del profilo microbico con tecniche innovative di ultima generazione sembra rappresentare un elemento importante nella determinazione della precisa causa dell’infertilità femminile senza ricadere nella vaga nozione di “infertilità idiopatica” (ovvero quando all’apparenza non ci sono cause di infertilità) e apre la strada per interventi terapeutici personalizzati mirati al ripristino di un habitat vaginale ottimale.

Si parla di endometrite cronica quando c’è un’infiammazione acuta dell’endometrio, causata da agenti patogeni. Se si sospetta un’alterazione del normale microbiota endometriale è necessario- quindi- indagare immediatamente. Esistono esami che permettono di analizzare i batteri presenti nell’endometrio, prelevando un piccolissimo campione durante la visita ginecologica. Inoltre, bisogna considerare anche che la definizione di endometrite cronica si sta allargando, in quanto l’infiammazione del tessuto endometriale dipende anche da altre cause, come ad esempio endometriosi, malattie croniche, ischemia o polipi.

Cosa fare quando c’è un’infiammazione nell’apparato riproduttivo?

Una volta individuato il tipo di patogeno responsabile dell’infiammazione, il medico consiglierà una terapia antibiotica o anti-infiammatoria più adatta. È importante intervenire quanto prima, infatti la gestione dell’endometrite rappresenta una parte cruciale per garantire la salute dell’utero e del sistema riproduttivo femminile.

Inoltre, è possibile favorire il benessere della flora batterica vaginale ed endometriale seguendo una dieta ricca di prebiotici e probiotici. Yogurt, kefir, sottaceti, cereali integrali, legumi, cibi fermentati sono solo alcuni esempi di alimenti da integrare alla propria dieta.

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