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Azoospermia e FIVET/ICSI: cosa significa e quali sono le possibilità di trattamento?

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Ricevere una diagnosi di azoospermia può essere un momento difficile, soprattutto quando arriva durante gli accertamenti per un percorso di fertilità. La parola stessa può sembrare definitiva: “non ci sono spermatozoi nel liquido seminale”.

Ma azoospermia non significa necessariamente che non esistano spermatozoi utilizzabili per un trattamento di procreazione medicalmente assistita.

Il significato della diagnosi dipende soprattutto dalla sua causa. Per questo, dopo aver confermato l’azoospermia, è importante capire perché gli spermatozoi non sono presenti nell’eiaculato e se sia possibile recuperarli direttamente dall’epididimo o dal testicolo.

Se vengono recuperati spermatozoi può essere eseguita una ICSI, una tecnica di fecondazione assistita che prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell’ovocita.

Che cos’è l’azoospermia?

L’azoospermia è definita come l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato.

La diagnosi viene generalmente confermata attraverso ulteriori analisi del liquido seminale, per distinguere l’assenza completa di spermatozoi dalla presenza di quantità estremamente ridotte, come avviene nella criptozoospermia.

L’azoospermia interessa circa l’1% della popolazione maschile mondiale e una percentuale maggiore degli uomini sottoposti a valutazione per infertilità.

Ma soprattutto, non tutte le azoospermie sono uguali.

Azoospermia ostruttiva e non ostruttiva: qual è la differenza?

Una delle prime domande a cui deve rispondere la valutazione andrologica è se l’azoospermia sia ostruttiva oppure non ostruttiva.

La distinzione è importante perché le cause e le possibili strategie di trattamento possono essere diverse.

Nell’azoospermia ostruttiva (OA) gli spermatozoi possono essere prodotti normalmente dai testicoli, ma un’ostruzione impedisce loro di raggiungere l’eiaculato.

Tra le possibili cause ci sono la vasectomia, alcune alterazioni congenite delle vie seminali, precedenti interventi chirurgici e altre condizioni che possono compromettere il passaggio degli spermatozoi.

In questi casi, quindi, l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale non significa necessariamente che i testicoli non li producano.

Diversamente nell’azoospermia non ostruttiva (NOA), l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato è legata a una ridotta o assente produzione spermatica. Le possibili cause comprendono alterazioni della funzione testicolare, condizioni genetiche o ormonali, precedente criptorchidismo, alcuni trattamenti oncologici e, in alcuni casi, forme nelle quali non viene identificata una causa precisa. Per questo motivo, la diagnosi di azoospermia non ostruttiva richiede un approfondimento specialistico per cercare di comprenderne l’origine.

Come viene valutata l’azoospermia?

Dopo la diagnosi, il percorso viene generalmente personalizzato sulla base della storia clinica e delle caratteristiche del paziente.

La valutazione può comprendere:

  • la ripetizione dello spermiogramma;
  • una valutazione andrologica;
  • alcuni esami ormonali, tra cui FSH e testosterone;
  • quando indicato, esami genetici come il cariotipo e la ricerca di microdelezioni del cromosoma Y.

L’obiettivo è capire da cosa dipende l’azoospermia e quali possibilità possono essere prese in considerazione.

Azoospermia e ICSI: è possibile utilizzare gli spermatozoi?

Una delle domande più frequenti dopo una diagnosi di azoospermia è proprio questa: se non ci sono spermatozoi nell’eiaculato, è comunque possibile utilizzarli per una ICSI?

In alcuni casi, sì.

Gli spermatozoi possono essere recuperati direttamente dall’epididimo o dal testicolo, a seconda della causa dell’azoospermia. Se il recupero ha successo e gli spermatozoi sono utilizzabili, possono essere impiegati per una procedura di ICSI.

La ICSI, o iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, consiste nell’iniettare un singolo spermatozoo direttamente all’interno dell’ovocita per favorire la fecondazione in vitro.

Questo significa che l’assenza di spermatozoi nell’eiaculato non equivale necessariamente all’impossibilità di utilizzare spermatozoi propri in un percorso di PMA.

Naturalmente, il recupero degli spermatozoi non è sempre possibile e il suo esito dipende dalla causa dell’azoospermia e dalle caratteristiche individuali.

Come vengono recuperati gli spermatozoi?

La tecnica di recupero viene scelta in base al tipo di azoospermia.

Nelle forme ostruttive, gli spermatozoi possono spesso essere recuperati dall’epididimo o dal testicolo. In alcuni pazienti può essere valutata anche una ricostruzione chirurgica delle vie seminali, quando le condizioni cliniche lo permettono.

Nelle forme non ostruttive, invece, la ricerca degli spermatozoi può essere più complessa perché la produzione spermatica può essere molto ridotta e non uniforme all’interno del testicolo.

In questi casi può essere presa in considerazione la micro-TESE, una procedura chirurgica che permette di esplorare il tessuto testicolare alla ricerca di aree in cui sia ancora presente attività spermatogenetica.

Il recupero, tuttavia, non è garantito. La possibilità di trovare spermatozoi dipende dalla causa dell’azoospermia e dalle caratteristiche del singolo paziente.

E se l’azoospermia ha una causa genetica?

Alcune condizioni genetiche possono essere associate all’azoospermia e alla ridotta produzione di spermatozoi.

Tra queste ci sono, per esempio, le microdelezioni del cromosoma Y, che possono compromettere la spermatogenesi.

Quando viene identificata un’alterazione genetica, può essere importante discuterne il significato con uno specialista e valutare, quando indicato, un counselling genetico prima di intraprendere un percorso di PMA.

Azoospermia significa che la FIVET/ICSI non è possibile?

No, non necessariamente.

La possibilità di procedere dipende soprattutto dalla causa dell’azoospermia e dalla possibilità di recuperare spermatozoi utilizzabili.

Nell’azoospermia ostruttiva, per esempio, possono essere valutati il recupero degli spermatozoi con successiva ICSI oppure, in pazienti selezionati, una ricostruzione delle vie seminali.

Nell’azoospermia non ostruttiva, invece, il percorso può prevedere la ricerca di eventuali spermatozoi residui attraverso tecniche di recupero testicolare, come la micro-TESE.

La decisione viene presa sulla base della situazione clinica individuale e considerando anche gli altri fattori che possono influenzare il percorso di PMA.

In conclusione

Una diagnosi di azoospermia può essere difficile da ricevere, ma il risultato dello spermiogramma da solo non racconta tutta la situazione.

Il passaggio fondamentale è capire che tipo di azoospermia è presente e quale ne sia la causa.

Quando esistono spermatozoi recuperabili, il loro utilizzo attraverso la ICSI può rappresentare un’opzione all’interno di un percorso di procreazione medicalmente assistita.

Per questo, una diagnosi di azoospermia non definisce da sola quali siano le possibilità di trattamento. È l’inquadramento della causa, insieme alla valutazione dell’intera situazione della coppia, a permettere agli specialisti di individuare il percorso più appropriato. 

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Domande frequenti

No. Azoospermia significa che non sono stati rilevati spermatozoi nell’eiaculato. In alcuni casi gli spermatozoi possono essere recuperati direttamente dal testicolo o dall’epididimo e utilizzati per ICSI.

Sì, in determinati casi. Se è possibile recuperare spermatozoi, questi possono essere utilizzati per la ICSI.

Sì. Il recupero testicolare è una delle strategie utilizzate nei pazienti con azoospermia. Nelle forme non ostruttive, la micro-TESE è la tecnica di riferimento indicata dalle linee guida EAU per i candidati al recupero chirurgico.

In molti casi sì: il problema può essere un’ostruzione delle vie seminali che impedisce agli spermatozoi di raggiungere l’eiaculato.

Significa che durante la procedura non sono stati recuperati spermatozoi utilizzabili. La possibilità di recuperare spermatozoi dipende dalla causa dell’azoospermia e non può essere stabilita esclusivamente sulla base della diagnosi iniziale. Per questo, un’accurata valutazione prima della procedura è fondamentale per definire le possibilità di trattamento.

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