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Coenzima Q10 prima della FIVET: può aiutare la qualità degli ovociti?

Indice

Quando si affronta un percorso di Fecondazione in vitro, l’attenzione non riguarda soltanto il numero di ovociti disponibili, ma anche la loro capacità di maturare, essere fecondati e contribuire allo sviluppo di embrioni.

Negli ultimi anni, tra le sostanze studiate in questo ambito c’è il Coenzima Q10 (CoQ10), una molecola naturalmente presente nelle cellule e coinvolta nella produzione di energia a livello dei mitocondri. L’interesse nasce anche dal ruolo che i mitocondri svolgono nell’ovocita. La maturazione ovocitaria e le prime fasi dello sviluppo embrionale richiedono infatti una notevole disponibilità energetica. Ma cosa sappiamo realmente sull’utilizzo del CoQ10 prima della FIVET?

Le evidenze disponibili suggeriscono alcuni possibili effetti favorevoli, soprattutto nelle donne con ridotta riserva ovarica, ma è importante distinguere i risultati degli studi dalle conclusioni che possono essere trasferite alla pratica clinica.

Perché i 90 giorni prima della FIVET possono essere importanti?

L’idea che il periodo precedente al trattamento possa avere un ruolo nella qualità degli ovociti è collegata alla follicologenesi, cioè al complesso processo attraverso il quale il follicolo ovarico cresce e raggiunge lo stadio preovulatorio. La crescita follicolare non avviene nell’arco di pochi giorni: le diverse fasi richiedono mesi. Le stime disponibili indicano che, una volta entrato nella fase di crescita, un follicolo preantrale impiega circa 90 giorni per raggiungere lo stadio preovulatorio.

Questo non significa che esista una precisa “finestra dei 90 giorni” durante la quale sia possibile modificare la qualità di ogni ovocita, né che ciò che viene fatto in questo periodo determini automaticamente il risultato della FIVET.

Significa piuttosto che la maturazione follicolare è un processo progressivo, e per questo la ricerca sta studiando se interventi effettuati prima della stimolazione ovarica possano influenzare alcuni parametri della risposta al trattamento.

È in questo contesto che è stato studiato anche il Coenzima Q10.

Che cos’è il Coenzima Q10?

Il Coenzima Q10 è una molecola presente naturalmente nell’organismo e coinvolta nella produzione di energia cellulare.

I mitocondri, spesso definiti le “centrali energetiche” della cellula, utilizzano il CoQ10 nei processi che portano alla produzione di ATP, la principale forma di energia utilizzata dalle cellule. Il CoQ10 possiede inoltre proprietà antiossidanti.

Questo ha attirato l’interesse della medicina della riproduzione perché l’ovocita è una cellula caratterizzata da un elevato fabbisogno energetico e perché l’equilibrio tra produzione di energia e stress ossidativo è uno degli aspetti studiati nell’invecchiamento ovarico.

Non bisogna confondere la teoria scientifica con la prova clinica: sapere che una sostanza serve al buon funzionamento delle cellule non garantisce che assumerla aumenti davvero le probabilità di concepimento.

CoQ10 e ridotta riserva ovarica: cosa hanno osservato gli studi?

Uno degli studi più citati sull’argomento è un trial randomizzato pubblicato nel 2018 che ha valutato il pretrattamento con CoQ10 in giovani donne con ridotta riserva ovarica sottoposte a FIVET/ICSI.

Nello studio, il gruppo trattato con CoQ10 ha mostrato una risposta ovarica caratterizzata da:

  • minore necessità di gonadotropine;
  • livelli più elevati di estradiolo al momento del trigger;
  • un numero maggiore di ovociti recuperati;
  • una maggiore percentuale di fecondazione;
  • un numero maggiore di embrioni di buona qualità.

È stato inoltre osservato un minor numero di cancellazioni del transfer dovute allo scarso sviluppo embrionale e una maggiore disponibilità di embrioni crioconservati.

Un dato particolarmente importante, tuttavia, riguarda gli outcome clinici: nello stesso studio, i tassi di gravidanza clinica e di nati vivi tendevano a essere più elevati nel gruppo CoQ10, ma la differenza non raggiungeva la significatività statistica.

Questa distinzione è fondamentale.

Migliorare alcuni parametri di laboratorio o della risposta ovarica non equivale necessariamente ad aumentare la probabilità di nascita di un bambino.

Cosa dice la ricerca più recente?

Nel 2024 è stata pubblicata una revisione sistematica con meta-analisi che ha analizzato gli studi randomizzati disponibili sul pretrattamento con CoQ10 nelle donne con ridotta riserva ovarica sottoposte a FIVET o ICSI.

La revisione ha incluso 6 studi randomizzati per un totale di 1.529 donne. Gli autori hanno osservato, nel gruppo che aveva assunto CoQ10, associazioni con:

  • un maggior numero di ovociti recuperati;
  • un maggior numero di embrioni considerati ottimali;
  • una maggiore probabilità di gravidanza clinica;
  • una minore probabilità di cancellazione del ciclo;
  • un minore utilizzo complessivo di gonadotropine.

Questi risultati sono interessanti, ma la stessa meta-analisi sottolinea alcuni limiti importanti della letteratura disponibile.

Gli studi inclusi erano relativamente pochi e presentavano problematiche metodologiche, tra cui una descrizione non sempre adeguata dei metodi di ricerca e l’assenza di cecità nei trial inclusi. Inoltre, tutti gli studi considerati erano stati condotti in Cina. Gli autori concludono quindi che sono necessari trial più rigorosi e di maggiore qualità per confermare questi risultati.

Il CoQ10 aumenta la qualità degli ovociti?

È una delle domande più frequenti, ma la risposta richiede una precisazione.

*Gli studi disponibili suggeriscono possibili miglioramenti di alcuni parametri della risposta ovarica e dello sviluppo embrionale, soprattutto nelle donne con ridotta riserva ovarica. Non è invece corretto affermare che il CoQ10 possa “ringiovanire gli ovociti”, eliminare gli effetti dell’età sull’ovaio o garantire una migliore qualità ovocitaria*.

Una precedente meta-analisi di studi randomizzati, pubblicata nel 2020 e comprendente 449 donne sottoposte a tecniche di procreazione medicalmente assistita, aveva rilevato un aumento del tasso di gravidanza clinica con CoQ10, ma non una differenza statisticamente significativa nel tasso di nati vivi.

Questo è un punto particolarmente importante quando si comunica il tema alle pazienti: un risultato positivo su un parametro intermedio non necessariamente si traduce in un aumento delle nascite.

Quanto tempo prima della FIVET dovrebbe essere assunto?

Questa è una delle domande alle quali non è possibile dare una risposta unica valida per tutte. Negli studi clinici sono stati utilizzati schemi differenti, sia per durata del pretrattamento sia per associazione con altri integratori o trattamenti.

Per esempio, la letteratura analizzata nella meta-analisi del 2024 comprendeva studi nei quali il CoQ10 veniva utilizzato insieme ad altri interventi, tra cui vitamina E, DHEA o altri trattamenti. Per questo motivo, il concetto dei “90 giorni prima della FIVET” può essere utile per comprendere i tempi della crescita follicolare, ma non dovrebbe essere interpretato come una prescrizione secondo cui tutte le donne debbano assumere CoQ10 per esattamente 90 giorni.

La scelta di se utilizzarlo, quale formulazione, a quale dose e per quanto tempo deve essere valutata dal medico o dal centro di medicina della riproduzione sulla base della situazione individuale.

CoQ10 prima della FIVET: per chi potrebbe essere particolarmente interessante?

La maggior parte delle evidenze più specifiche riguarda donne con:

  • ridotta riserva ovarica;
  • precedente risposta ovarica subottimale;
  • difficoltà nel recuperare un numero adeguato di ovociti durante la stimolazione;
  • percorsi di FIVET/ICSI nei quali il medico sta valutando strategie di pretrattamento.

Questo non significa che il CoQ10 sia indicato automaticamente per tutte le pazienti che devono affrontare una FIVET.

La riserva ovarica, l’età, la storia riproduttiva, la causa dell’infertilità, i precedenti cicli di PMA e il protocollo di stimolazione sono solo alcuni degli elementi che devono essere considerati nella pianificazione del trattamento.

Il CoQ10 può sostituire la terapia prescritta per la FIVET?

No. Il Coenzima Q10, quando viene utilizzato, deve essere considerato un eventuale trattamento complementare e non un’alternativa alla stimolazione ovarica o alle altre terapie previste dal protocollo di PMA.

Inoltre, “integratore” non significa necessariamente “adatto a tutti”: anche gli integratori possono avere controindicazioni, interazioni o non essere appropriati in determinate condizioni cliniche.

Per questo è importante evitare il fai-da-te e discutere qualsiasi supplementazione con il proprio specialista.

Domande frequenti

Gli studi suggeriscono possibili effetti favorevoli su alcuni parametri della risposta ovarica e dello sviluppo embrionale, soprattutto nelle donne con ridotta riserva ovarica. Non è però possibile affermare che il CoQ10 migliori sicuramente la qualità degli ovociti o ne modifichi l’età biologica.

Perché la crescita follicolare è un processo che richiede diversi mesi. Una parte della crescita di un follicolo in fase di sviluppo fino allo stadio preovulatorio viene stimata intorno ai 90 giorni.

Alcuni studi e meta-analisi hanno osservato un aumento del tasso di gravidanza clinica nelle donne trattate con CoQ10. Tuttavia, le evidenze non dimostrano in modo altrettanto chiaro un aumento del tasso di nati vivi.

Non necessariamente. Le evidenze più specifiche riguardano soprattutto donne con ridotta riserva ovarica e la decisione deve essere personalizzata dal medico.

Non esiste una durata unica valida per tutte. Gli studi hanno utilizzato protocolli differenti; per questo durata e dosaggio devono essere stabiliti dal medico o dal centro di PMA.

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