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COSA FARE O NON FARE DOPO IL TRANSFER EMBRIONARIO

Ecco alcuni consigli sui comportamenti da assumere o da evitare dopo il transfer embrionario.


Il momento del transfer embrionario getta in crisi tantissime pazienti che si chiedono: “E dopo cosa devo fare?”. Il trasferimento embrionale è senza dubbio una delle tappe più importanti all’interno del viaggio nella fecondazione assistita, rappresenta infatti il momento in cui l’embrione viene trasferito dal laboratorio
all’utero della mamma. Una tecnica delicata, che necessita di molta attenzione. Il post intervento comporta tantissima ansia nelle pazienti, che hanno paura di fallire a causa di un loro
comportamento errato. Ecco perché vogliamo darvi alcuni consigli utili sui comportamenti da assumere o da evitare dopo il transfer embrionario. È stato ormai affermato con certezza che il riposo assoluto non serve a nulla, anzi è addirittura da evitare.
La paziente infatti deve tornare alle sue normali attività, evitando semplicemente sforzi fisici eccessivi, soprattutto se pratica sport a livello agonistico. Nulla vieta però di tornare alle proprie normali attività quotidiane. Noi del CFA infatti diamo la possibilità alle pazienti di riposare da qualche minuto a un’ora
subito dopo la tecnica di trasferimento dell’embrione, non per precauzione, ma semplicemente per dare tempo al proprio organismo e alla propria mente di smaltire con un po’ di relax la tensione accumulata in vista del transfer. Altro dubbio frequente riguarda invece l’alimentazione e in questo caso il nostro suggerimento è davvero molto semplice: seguire una dieta equilibrata è sempre la scelta migliore, con o senza transfer
embrionario. Un’alimentazione ricca di frutta, verdura e sali minerali dovrebbe essere alla base della dieta di noi tutti in ogni momento della vita, così come dovrebbe essere “obbligatorio” per tutti mantenere uno stile di vita sano, privo di stress, alcol e fumo.
Per finire invece, per quanto riguarda la terapia farmacologica da seguire dopo essersi sottoposte alla tecnica, bisogna ascoltare il proprio ginecologo e confrontarsi con lui o lei per ogni evenienza.

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